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Massimo Missiroli

& Matteo Faglia

TUTTI I TESTI

DELLA MOSTRA

 

In ITALIANO

 

1880 > Scenic Books

 

Ernest Nister

Una delle prime, interessanti, produzioni tridimensionali è quella legata allo stampatore tedesco Ernest Nister (1842-1909) e alla sua casa editrice, che cominciò a pubblicare libri per bambini verso il 1880.

La sua attività si svolse fra Norimberga - dove aveva sede lo studio che Nister aveva aperto nel 1877, in cui le sue opere venivano progettate e stampate - e Londra, dove aveva aperto un ufficio commerciale. Grazie ad un accordo con la casa editrice E. P. Dutton di New York, molti dei suoi libri furono venduti anche negli Stati Uniti.

Oltre a migliorare la qualità dei tradizionali libri mobili, gli artisti e i tecnici della Casa Editrice Nister inventarono nuove soluzioni cartotecniche realizzando raffinate, ma costose, pubblicazioni molto apprezzate soprattutto per la qualità di stampa. Nelle loro opere, in genere, il testo si limitava a brevi poesie che accompagnavano le illustrazioni che si alzavano dal foglio grazie a linguette in cartoncino e tessuto (come in

Wild animal stories o in Peeps into Fairy Land), o si dissolvevano l'una nell'altra perché divise in listarelle orizzontali o in spicchi che si intrecciavano tirando una leva in cartoncino (come in Playtime surprises).

 

Raphael Tuck

Nella seconda metà dell’800 alcuni editori londinesi si cimentarono nella realizzazione di libri animati e tridimensionali. Fra questi Raphael Tuck (1821-1900), un emigrato di origine tedesca, che aveva fondato nel 1870, insieme ai figli, una casa editrice che in breve tempo divenne famosa per la qualità delle sue produzioni.

Dopo il 1882 il nome della casa editrice si trasformò in Raphael Tuck & Sons e, pur continuando nella pubblicazione di card e libri piani, iniziò anche la produzione dei libri animati e tridimensionali.

Come quelli della Dean & Son, i libri tridimensionali della Raphael Tuck & Sons proponevano immagini che si alzavano dallo sfondo aprendo il libro o si animavano tirando una linguetta di cartoncino.

Sono da ricordare la serie di libri stampati con la tecnica dei “floating layers” che permetteva di rendere più realistici i quadretti con protagonisti gruppi di bambini e animali domestici.

 

Cosa significa Floating Layers

Nei "floating layers”, per conferire al disegno la profondità prospettica di un panorama o di una scena reale, l'immagine è scomposta in più

piani disegnati su cartoncini separati, piegati in due parti, sollevati e distanziati l'uno dall'altro da piccole linguette. Tutta la costruzione è parallela alle pagine su cui poggia.

 

Lothar Meggendorfer

Il "genio" inventore dei libri meccanici più complessi finora creati porta il nome di Lothar Meggendorfer (1847-1925). Si dice che, prendendo spunto da certi biglietti d'auguri per bambini che presentavano immagini mobili o in rilievo, l’illustratore e produttore tedesco avesse costruito, come regalo di Natale per suo figlio, un libro con figure che si muovevano come marionette.

Quello fu il prototipo del primo dei suoi tanti libri animati, per i quali realizzò sorprendenti meccanismi che gli permettevano di far compiere ai protagonisti dei disegni fino a cinque o sei movimenti contemporaneamente e in direzioni diverse.

Progettò anche libri tridimensionali, come Im Stadtpark (bellissimo esempio di libro cartonato intagliato, uscito in Italia negli anni ’80 del ‘900 con il titolo Al Parco) un “libro gioco” che dà la possibilità di posizionare le singole pagine in modo differente, così da offrire modalità diverse di osservazione; Das Puppenhaus una deliziosa casa delle bambole e Internationaler Circus (riprodotta qui accanto l’edizione italiana intitolata Il più grande Circo) un grandioso “scenic book” considerato uno dei suoi libri più belli.

I libri di Meggendorfer furono tradotti e pubblicati in tutta Europa, Italia compresa.

Cosa significa Scenic Books

Negli "scenic books" i piani sono paralleli fra loro, vengono incollati ad una stessa base orizzontale e leggermente distanziati da linguette in cartone. In alcuni casi abbiamo veri e propri teatrini, completi di boccascena e quinte. Le immagini acquistano profondità se si solleva il piano di sfondo a cui sono collegate in posizione verticale o si abbassa il cartoncino che simula il piano orizzontale. 

 

1920 > Bookano Stories

 

S. Louis Giraud

La produzione di questo autore inglese (1879-1950) va riconosciuta come una sorta di spartiacque fra la prima concezione cartotecnica di libro tridimensionale e animato e le nuove soluzioni che daranno vita al libro “pop-up” così come lo conosciamo oggi, con costruzioni che si sollevano completamente dalla pagina.

Fino a quel momento, tranne qualche eccezione, le immagini erano state create utilizzando le pagine del libro anche come sfondo verticale: S. Louis Giraud ruotò di 90 gradi le due pagine del libro aperto, ottenendo un unico piano orizzontale, utilizzò le tecniche della “v-fold” e dello “stand-up” per fare in modo che le figure si sollevassero completamente dal foglio (creando vere e proprie sculture di carta che si sviluppavano a 180 gradi nello spazio) e nel 1929 brevettò l’ingegnoso meccanismo.

Perdere lo sfondo verticale significò che l’immagine, una volta aperto completamente il libro, poteva essere guardata da angolazioni e posizioni diverse e per questo doveva essere stampata a registro sia nella parte frontale che sul retro del foglio.

Giraud, che attribuì a se stesso in un suo libro l’appellativo di “the wizard”, realizzò le sue immagini in carta sottile per facilitare le pieghe e le contropieghe in modo da generare un movimento all’apertura delle pagine.

Stampati in un numero molto alto di copie, le sue opere diventarono molto popolari in Inghilterra negli anni fra le due guerre mondiali. Fra il 1929 e il 1934 Giraud realizzò le animazioni per gli annuali del Daily Express, poi fondò la Strand Pubblications con cui pubblicò, fra il 1934 e il 1949 i “Bookano Stories with pictures that spring up in model form”.

Oltre ai 17 libri della serie “Bookano Stories”, Giraud realizzò Animal life, un libro dove venne utilizzata per la prima volta la struttura dello stand-up, il bellissimo The Story of Jesus: la vicenda del Gesù di Nazareth è accompagnata da 8 brillanti tavole illustrate e un abbecedario ABC in living models.

L’uso nuovo e originale che fece di queste semplici tecniche, con cui creò effetti sorprendenti e inaspettati,

e i costi contenuti di queste pubblicazioni, fecero dei suoi libri dei veri successi editoriali.

 

Cosa significa Stand-up

Negli "stand up" la figura di carta poggia, in modo simmetrico, sulle due facciate che funzionano come leve. Quando il libro viene aperto a

180 gradi, la figura si solleva e si posiziona perpendicolarmente al piano, in posizione centrale. Di facile realizzazione, alcune costruzioni stand up

si trovano all'interno di libri più complessi come sostegno per altre figure.

 

Cosa significa V-Fold

Nella piega "v-fold" l'elemento dell'immagine che deve staccarsi dal piano di base è piegato in due parti, non necessariamente uguali, incollate

una da una parte e una dall'altra rispetto alla piega centrale del libro, in due pagine adiacenti, e si solleva perpendicolarmente al momento dell'apertura.

E' una delle costruzioni più usate nei libri contemporanei e spesso serve come sostegno per altri piani che vanno ad arricchire la struttura di base. 

 

1930 > Blue Ribbon

 

Harold B. Lentz

Nell’agosto del 1932, negli Stati Uniti, il Publisher Weekly annunciò che il Natale successivo i bambini avrebbero avuto a disposizione una nuova serie di libri molto curiosi.

La Blue Ribbon Press, piccola casa editrice americana, aveva deciso di pubblicare due libri tridimensionali affidandone la progettazione e l’illustrazione ad Harold B. Lentz (1896-1980) che realizzò una serie di nuovi libri provvedendo anche a registrare con il numero 1913797 il trademark per una parola che, da quel momento in poi, avrebbe identificato non solo i suoi, ma tutti i libri costruiti con modalità simili: “POP-UP”.

I primi due pop-up pubblicati, Pinocchio e Jack the Giant Killer, riempirono gli scaffali di molte librerie statunitensi già dal 15 ottobre del 1932: il successo fu tale che dopo poche settimane Pinocchio dovette essere ristampato.

I pop-up di Lentz erano tecnicamente molto semplici e utilizzavano lo stesso concetto cartotecnico dei Bookano: pagine stampate in bianco e nero intervallate da alcune immagini pop-up, come viene indicato anche sulla copertina, in genere tre ma anche quattro o anche una sola per libro.

Un interessante articolo del Publisher Weekly raccontò in seguito ai lettori come si realizzavano i pop-up, descrivendo come tante signore, sedute attorno a tavoli molto grandi, assemblassero le varie parti del libro.

Dopo le serie delle storie classiche, integrata con i nuovi titoli Goldilocks e Little Red Riding Hood, fra il ‘33 e il ‘35 Lentz propose la versione pop-up dei più famosi comics americani del tempo: Dick Tracy, Buck Rogers, Terry and the Pirates, Tim Tyler in the Jungle, ottennero tutti un buon successo di pubblico. Ma fu l’accordo con gli studi Disney, per i quali realizzò 6 libri utilizzando i suoi più noti personaggi, a far conoscere

i “pop-up” di Lentz anche oltre oceano.

Mickey Mouse e Minnie Mouse già nel 1933, e poi alcune Silly Simphonies come Babes in the Woods - King Neptune, contribuirono a portare al successo i libri pop-up della Blue Ribbon in tutto il mondo. Questi titoli vennero stampati in diverse lingue, e in Italia li pubblicò Mondadori fra il 1933 e il 1935.

La parola pop-up era tutelata da copyright, per cui nelle diverse edizioni di questi libri il termine fu cambiato diventando “hop-là” in Francia, “scenic” in Inghilterra e “a sorpresa” in Italia.

Solo negli anni ’60, il termine cominciò ad essere usato in senso generale diventando da allora il nome comune attribuito a questo tipo di libri.

 

Cosa significa Pop-up

Con il termine pop-up non si individua una tecnica di costruzione, ma un libro in cui alcuni elementi dell'immagine si sollevano dalla pagina quando il libro viene aperto e creano strutture volumetriche che si ripiegano su se stesse richiudendo il libro.

Le costruzioni più semplici si ottengono tagliando e piegando direttamente il cartoncino su cui è stampata l'immagine, quelle più complesse incollando e aggiungendo elementi ai piani di sfondo.

E' necessario, perché il pop-up si sollevi, che la struttura sia collegata a due facciate adiacenti, perché è l'apertura del libro a creare l'effetto tridimensionale e, qualche volta, anche il movimento.

 

1940 > Carousel

 

In Italia: dalla Serie Album Rilievo ai Libri Teatro

Fra le prime pubblicazioni italiane troviamo La meravigliosa avventura della vecchina Baffina Pimpirimpina della scrittrice Dora Felisari, pubblicata nel 1936 dall’editore La Prora di Milano e illustrata con la tecnica utilizzata da Lentz per i Blue Ribbon. Nella prima metà degli anni ‘40 esce invece la serie Album Rilievo della casa editrice romana Mediterranea, stampata con la tecnica dei multiple layers.

Di piccolo formato, i libri della serie propongono brevi storie, raccontate in versi, su temi classici come

lo zoo, il circo, gli animali domestici. Alcuni titoli furono editati anche in lingua tedesca da Schreiber Verlag.

I libri che meritano maggiore attenzione, però, e che ancora oggi rappresentano le più belle produzioni italiane, sono i tre libri teatro pubblicati dalla casa editrice Ulrico Hoepli per i quali un “improvvisato” paper engineer creò complesse strutture “carousel”. Il fascino particolare che questi Libri Teatro sprigionano appena aperti e fissati è dovuto alle dimensioni delle pagine, al numero dei piani che compone ogni singola pagina ma, soprattutto, alla maestria con cui sono state progettate le immagini.

Le illustrazioni dei tre titoli della serie, La bella addormentata nel bosco, Cenerentola e Ali Babà e i 40 ladroni, vennero realizzate da un famoso scenografo, Mario Zampini, e da un incisore, Raimondo Centurione.

Si notano, in particolare, le fustellature perfette che permettono una fusione completamente prospettica dei piani.

 

Cosa significa Carousel

Il "carousel" è formato da 4 (più spesso 5 o 6), scene prospettiche che, se aperte contemporaneamente, trasformano il libro in una “giostra”.

Le due copertine possono, infatti, ruotare completamente sull'asse di rilegatura ed essere unite annodando due nastri, collegati alle loro estremità. In questo modo tutte le pagine, che hanno un’unica ampiezza angolare, rimangono aperte nello stesso tempo. Le immagini sono piegate al centro per convergere quando il libro viene richiuso.

Nel carousel non esistono i piani orizzontali che troviamo in altri libri che, pur assumendo una forma circolare, contengono piani base su cui

sono fissati elementi della scena e vengono chiamati "theather books".

 

Jolly Jump-Ups

Nel 1928 la casa editrice McLoughlin Bros. di New York pubblicò Ten Toys da cui ebbe origine una nuova serie di libri pop-up, i Jolly Jump-Ups, editati tra il 1939 e il 1945. Per la prima volta la copertina di un pop-up ne attribuiva la realizzazione ad una donna, la newyorkese Geraldine Clyne (1899-1979), che viene considerata l’ideatrice dalla nuova tecnica “multiple layers” con cui le pagine furono progettate.

Ad un primo sguardo le immagini dei Jolly Jump-Ups possono ricordare gli scenic book, ma la semplificazione dei piani multipli permise di eliminare buona parte delle operazioni manuali di incollaggio della e sulla pagina. In questi libri il testo accompagna le illustrazioni in ogni pagina, il pop-up torna ad essere composto delle sole sei pagine doppie e non ci sono pagine di solo testo o disegni in bianco e nero come per i Bookano e i Blue Ribbon.

La scelta delle storie da illustrare fu molto ricca: si andava da interpretazioni di classici, come Old King Cole della serie delle Nursery Rhymes, ad un abbecedario (The Jolly Jump-Ups ABC Book) e un libro sulla conta dei numeri (The Jolly Jump-Ups Number Book).

Cosa significa Multiple Layers

Lo stesso effetto multipiano che si osserva negli scenic book, dove i piani sono incollati in successione, si può ottenere tagliando, piegando e portando in rilievo parti di una immagine disegnata su un unico foglio.

Le linguette che distanziano i piani e gli elementi diventano parte integrante del disegno e devono essere progettate già nell'illustrazione che

deve offrire la visuale migliore aprendo le pagine a 90°. Questa tecnica verrà ripresa e sviluppata dal cecoslovacco Voitec Kubašta.

 

Julian Wehr

Un’altra produzione interessante si deve alla Duenewald Printing Corporation che stampò, anche per conto di altri editori statunitensi, i libri creati dall’artista americano Julian Wehr (1898-1970).

Le sue pagine sono rilegate con un concept originale ed economico che verrà utilizzato anche negli anni successivi sia da case editrici americane che europee.

Wehr realizzò i suoi libri movibili utilizzando sempre solo carta, e nelle sue illustrazioni, come nelle pagine realizzate da Meggendorfer, troviamo fino a 4, 5 elementi che possono muoversi in direzioni diverse e assumono posizioni differenti, ma senza l’uso di ganci di metallo né rivetti; nei suoi libri anche i meccanismi sono realizzati esclusivamente con la carta.

Egli scelse per i suoi libri sia alcuni classici della letteratura per bambini che storie originali, in qualcuno possiamo trovare fino a sei pagine stampate a colori con parti da muovere.

1950 > Global

 

Intorno agli anni ’50 del ‘900 nel mondo iniziarono a crescere le case editrici che producevano libri animati

e tridimensionali tecnicamente simili a quelli di Geraldine Clyne. Le costruzioni cartotecniche non erano nuove, ma erano accompagnate dal fascino di illustrazioni sempre diverse.

A Hong Kong vennero editati dalla Salesian Catechetical Centre, i libri delle “Catechetical Scenes” (come La oracion in versione spagnola) realizzate da illustratori e paper-engineer sconosciuti e curati dal Rev. M. Coerezza; utilizzando le qualità didattiche delle immagini tridimensionali, non erano altro che la versione pop-up dei libri di catechismo su cui studiavano, in quegli anni, i bimbi cattolici in gran parte del mondo.

In Francia furono prodotti libri pop-up non legati ad una serie ma a singoli titoli a tema religioso, fra i quali si evidenziano La vie du Christ e in poarticolare Lourdes che racconta la storia di Bernadette con bellissimi quadri della città, degli interni della grotta e della chiesa.

In Italia fu pubblicato dalla Libreria Michelangelo di Roma il libro Come with me to Rome, una sorta di guida tridimensionale che invita i turisti angloamericani a visitare le bellezze di Roma: molto fedeli i quadri che rappresentano la città.

Nonostante la copiosa e variegata produzione, da un punto di vista cartotecnico in questo periodo non si sviluppano né si sperimentano nuove costruzioni.

 

1960 > Kubašta

 

Voitěc Kubašta

L’artista cecoslovacco Voitěc Kubašta (1914-1992) cominciò ad illustrare libri per bambini negli anni ‘40, ottenendo un discreto successo grazie alla grafica dal segno deciso e all’uso molto particolare del colore.

Con la fine della II guerra mondiale, la Cecoslovacchia era entrata nel blocco sovietico; in quegli anni i rapporti fra i paesi dell’est e dell’ovest europeo erano segnati da molte limitazioni. La guerra fredda imposta dagli USA proibiva, di fatto, gli scambi commerciali fra i due blocchi, ma i libri di Kubašta, grazie ad un accordo con

la casa editrice Bancroft di Londra, arrivarono in tutti i paesi europei e anche negli Stati Uniti.

La Artia (la casa editrice che pubblicò tutti i suoi libri) propose nel 1956 il primo pop-up, Cappuccetto Rosso, con il quale ebbe inizio la serie delle storie classiche che si arricchì, negli anni successivi, di ben 27 titoli.

Non è possibile individuare esattamente cosa rende i libri di Kubašta così diversi e unici rispetto alle altre produzioni: forse quelle scene dai colori vivaci dove i piani prospettici si fondono in una insuperabile armonia di forme e proporzioni, o forse quell’intreccio di tagli e pieghe che quasi non si notano tanto seguono gli elementi disegnati, o anche i piccoli movimenti che si possono scoprire in molte pagine.

Probabilmente questo eccellente risultato fu raggiunto grazie al fatto che l’autore poteva determinare anche il disegno che avrebbe completato la struttura, mentre agli altri cartotecnici spesso venivano fornite immagini realizzate da illustratori, magari anche famosi, che disegnavano per la pagina pop-up così come avrebbero fatto

per una semplice pagina bidimensionale.

Kubašta utilizzò questa tecnica per la maggior parte dei suoi libri - le storie classiche, i volumi di Tip e Top, i libri della White Series e quelli sui numeri - ma anche quando si cimentò con la tecnica della v-fold riuscì ad ottenere risultati sorprendenti, come nel caso dei “panascopic model” che cominciò a progettare all’inizio degli anni ‘60. Si tratta di una serie di libri di grandi dimensioni che presentano un solo quadro tridimensionale, spesso con qualche parte movibile, che si solleva aprendo la copertina. Fra i titoli più interessanti Castle tournament e The day of the bison hunt.

 

1970 > Wally

 

Packagers, designers, art-directors: “The Wally pop-up ERA“

Nel 1964 fa il suo ingresso ufficiale, in questo micromondo dell’editoria orientata alla creatività cartotecnica, Waldo Hunt chiamato Wally (Chicago 1920-2009), un personaggio fondamentale per la storia del libro pop-up contemporaneo. Considerato “the grandfather” del pop-up moderno, ai lettori è praticamente sconosciuto poiché non ha mai “firmato” direttamente un libro: non è stato art director, non ha creato pieghe o volumi, non ha scritto storie per bambini, ma è stato il più grande produttore di pop-up al mondo. Chi ha lavorato con lui e per lui sa che la maggior parte dei progetti realizzati negli Stati Uniti dalla seconda metà degli anni ‘60, per oltre quaranta anni, è andato in stampa solo perché lui lo ha approvato.

Si racconta che la storia ebbe inizio quando Hunt vide i libri di Kubašta, che arrivarono in America negli anni ‘60; intuito il “potenziale” commerciale e artistico di questa tecnica, creò un’agenzia di progettazione, la Graphics International, e quando questa venne acquistata dalla Hallmark, nel 1970, fondò dopo pochi anni l’agenzia di packaging Intervisual Books.

Nel 1964, con la casa editrice Random House, pubblicò Hide and seek, al quale seguirono i classici Pinocchio, Alice in Wonderland, Robin Hood e, alla fine degli anni ‘60, un libro che resterà unico nella storia: Andy Warhol’s Index (book): nelle immagini di questa pubblicazione, il famoso artista della pop art ripropone alcuni temi già presenti nelle sue opere e la rivisitazione di una pagina tridimensionale di Robin Hood.

Grazie all’ingegnosità del gruppo di creativi che hanno affiancato nei decenni Waldo Hunt, chi affronta oggi il mestiere di paper-engineer dispone di un campionario di soluzioni cartotecniche con migliaia di esempi, ma negli studi della Grapichs e dell’Intervisual questi “pionieri” si sono formati in maniera autodidatta, osservando, sperimentando e ispirandosi alle produzioni precedenti.

Coordinata da Peter Seymour, direttore editoriale fino al ’96 circa, l’equipe originaria di Intervisual vide succedersi gli autori più importanti di quegli anni: John Strejan e James Roger Diaz che curarono la bellissima collana di pop-up della National Geographic; David Carter creatore delle Bugs, David Pelham autore di The human body; Tor Lokving che ha realizzato con Jan Pieńkowsky il famoso Haunted House. Hunt poté contare inoltre su importanti collaborazioni come quella con Ron Van der Meer per il libro Sailing Ships. Nel 1994 venne pubblicato da Orchard Book The Christmas Alphabet di Robert Sabuda: da quel momento i pop-up non sono più stati destinati solo ai bambini, ma anche agli adulti.

Negli anni successivi altri cartotecnici, fra cui Chuck Fisher, Bruce Foster, Matthew Reinhart, Kees Moerbeek e David Hawcock iniziarono a realizzare libri con una cartotecnica sempre più complessa e alcuni collaboratori divennero packagers.

2000 > pop-up hurrah!

Nel nuovo secolo alcuni collaboratori di Waldo Hunt lasciano l'Intervisual e iniziano un’attività concorrenziale come nuovi “packager”. Nascono diverse società tra cui la Compass prod. e la White Heat.

Inizia il periodo dei packager, particolari figure del mondo editoriale che creano e producono libri,

offrendoli agli editori di tutto il mondo. Con loro lavorano designer e paper-engineer sia interni che esterni all’azienda. Vengono editate versioni di libri pop-up in varie lingue, realizzando coedizioni internazionali.

La figura del paper-engineer acquista sempre più rilievo, diventando interlocutore diretto di editori e packager e figurando come autore sulle copertine dei libri. Molto si deve in questo senso a Robert Sabuda, geniale artista americano che firma decine di meravigliosi libri pop-up: per anni la Little Simon (imprinting

della Simon & Shuster) produrrà i suoi libri diventando il primo editore per le coedizioni mondiali.

Le opere di Sabuda anticipano quello che poi si svilupperà anche con altri cartotecnici. I libri pop-up,

che nell'era Hunt erano destinati ai bambini, ora, per come sono realizzati e anche per i temi che affrontano,

diventano in molti casi oggetti d’arte cartotecnica che piacciono anche ai grandi, che iniziano a farne collezione. Proprio con i libri di Sabuda la Little Simon, alle soglie del nuovo millennio, introduce la pratica delle "first edition", create con un logo esclusivo e senza coedizioni con lo scopo di dare valore a quelle copie e alimentare il mercato dei collezionisti di pop-up.

I libri diventano sempre più complessi per creare stupore alla loro apertura. Altri paper-engineer, che

fino ad allora avevano sperimentato solo poche tecniche di ingegneria cartotecnica, sono stimolati a realizzare strutture sempre più complesse e allo stesso tempo anche artistiche, senza limiti di target.

Dai tempi di Hunt e dall’inizio del nuovo millennio, la produzione globale di libri pop-up gode dunque di un forte incremento, occupando spazi sempre più grandi nel mercato editoriale, soprattutto come preziosi libri-regalo. E nonostante i costi di produzione siano aumentati e negli ultimi anni sia sempre più difficile trovare aziende in grado di stampare e confezionare i pop-up a costi compatibili con i vari mercati (la produ-zione è concentrata nel sud-est asiatico), sempre più case editrici si orientano a inserire nel proprio catalogo

libri di questo genere.

In questa vasta produzione di libri pop-up anche alcuni editori italiani, oltre a partecipare a vaste coedizioni internazionali, hanno scelto la difficile strada di una produzione in proprio, avvalendosi della

competenza di paper-engineer italiani (i più importanti sono Dario Cestaro e Massimo Missiroli) e producendo direttamente in Oriente presso aziende specializzate: ricordiamo (in ordine alfabetico…)

Crealibri, DeAgostini, Editoriale Scienza, Emme Edizioni, Feltrinelli, Gallucci, Giunti, Marsilio, Mondadori, Panini.

 

In ENGLISH

 

1880 > Scenic Books

 

Ernest Nister

One of the first interesting three-dimensional products was linked to the German printer, Ernest Nister, (1842-1909) and his company, which began publishing children’s books around 1880.

Nister’s activities took place between Nuremberg, Germany--where he opened a studio in 1877 for the planning and printing of his works—and London, England, where he opened a commercial office. Thanks to his collaboration with the E.P. Dutton Publishing firm of New York, many of his books were sold in the United States.

In addition to improving the quality of traditional mobile books, the artists and technicians of Nistar’s Publishing Company invented new solutions for paper engineering which resulted in very refined, although costly, publications which were prized for the quality of the printing. Usually the texts of his productions were short poems which were accompanied by illustrations which could be raised up thanks to cardboard and cloth tabs (such as in Wild Animal Stories or in Peeps into Fairy Land), or dissolved into each other because they were divided into horizontal panels or mirror images which intertwined when a cardboard tab was pulled (as in Playtime Surprises).

 

Raphael Tuck

In the second half of the 1800s some London publishers specialized in the production of animated and three-dimensional books. One of these was Raphael Tuck (1821-1900), a German immigrant, who founded a publishing firm together with his children in 1870, which soon became famous for the quality of its productions.

Just as those of Dean & Son, the three-dimensional books of Raphael Tuck & Sons contained images which rose up from the background when the books were opened, and moved when small cardboard tabs were pulled.

There were also books published with the “floating layers” technique which allowed them to produce realistic scenes of children and their pets in groups.

 

The “floating layers” technique provides an illustration with deep perspective of a real scene by dividing the image into different layers designed on separate pieces of cardboard which are then folded into two parts, lifted up and kept separate from the others with a small tab. The construction is parallel to the page on which it is attached.

 

Lothar Meggendorfer

Lothar Meggendorfer (1847-1925) was the brilliant inventor of the most complex mechanical books produced up until his time. Inspired by certain greeting cards for children where the images were mobile or in bas-relief, this German illustrator constructed a book with figures which moved like puppets for his own child for Christmas. This book became the prototype for his many animated books for which he created surprising mechanisms which permitted the reader to move the protagonists of the books into five or six simultaneous movements in different directions.

Meggendorfer also designed three-dimensional books such as Im Stadtpark (a beautiful example of an engraved paper book which was published in Italy in the 1980s with the title of Al Parco). This “play book” allowed the reader to position the single pages in different ways, so as to offer varying ways of observing the images. One of Meggendorfer’s most celebrated books was Das Puppenhaus, a lovely doll house book, along with Internationaler Circus (reproduced in an Italian edition entitled Il più grande Circo), a large “scenic book” considered one of his most beautiful.

 

Scenic books have different parallel layers, which are glued to the same horizontal base and positioned slightly distantly from each other by a cardboard tab. In some cases they were small theaters, complete with the orchestra pit and behind-the-scenes. Images became three-D when the base image was lifted which was in a vertical position or when the cardboard tab was lowered, which simulated the horizontal plane.

Meggendorfer’s books were translated and published all over Europe, including in Italy.

 

1920 > Bookano Stories

 

S. Louis Giraud

This English author (1879-1950) created books which were the interim between the earliest paper techniques of animated and three-dimensional books and the new solutions which have allowed production of the “pop-up” books which we know today, with constructions which emerge completely from the page. Up until his time, most mechanical books were created using the book’s pages also as a vertical backdrop. S. Louis Giraud, instead, rotated the two pages of the open book by 90 degrees, obtaining a horizontal plane, with the “v-fold” and “stand-up” techniques so that the figures were completely upright or perpendicular to the page. The result was a true paper sculpture which emerged out of 180 degrees of space. In 1929 Giraud patented this mechanism.

Without the vertical background, the image, once the book is completely open, can be looked at from different angles and positions, so it needs to be printed by aligning both the front and the back of the page.

Giraud, who called himself “the wizard” in one of his books, created his images on thin paper in order to facilitate the folds which had to be made in order to allow movement of the design when the book was opened.

Many copies of his books were printed and they became extremely popular in England in the period between the two World Wars. Between 1929 and 1934 Giraud created animation for the Daily Express annual publications and then founded Strand Publications where he published, between 1934 and 1949, the “Bookano Stories” with pictures that spring up in model form. There are more than 17 books in the “Bookano Stories” series, including Animal Life, a book where he used the stand-up structure for the first time, the beautiful The Story of Jesus, telling the life of Jesus accompanied by eight gorgeous illustrations, and the ABC in Living Models. The new and original use of these simple techniques, which could create surprising and unexpected effects, and the relatively modest cost of the publications, made his books a great publishing success.

 

“Stand-up” means that the paper rests symmetrically on the two sides of the book which act as levers. When the book is opened to 180 degrees, the figures rise up and are positioned perpendicularly to the plane, and are centrally placed. It is a fairly easy technique to produce, with some stand-up constructions in the most complicated books serving as supports for other figures.

 

V-fold means that the image which rises up out of the page from the base is folded into two parts, which are not necessarily equal, glued on one side and the other in relation to the central fold of the book, on the two adjacent pages. The figure rises up perpendicularly when the book is opened. This is the most commonly used construction for contemporary pop-up books and is often used as a support for other planes which are added to the base structure.

1930 > Blue Ribbon

 

Harold B. Lentz

Publisher’s Weekly announced in August of 1932, in the USA, that a new series of children’s books, which were very unusual, would be available for the following Christmas season. The Blue Ribbon Press, a small American publishing company, decided to publish two three-dimensional books, planned and illustrated by Harold B. Lentz (1896-1980). The new series of books were registered with the number 1913797, and the trademark for the word “pop-up” which would identify not only these particular books but all future ones constructed in a similar way.

The first two pop-up books published by the Blue Ribbon Press were Pinocchio and Jack the Giant Killer, filling the shelves of many American book shops by October 15, 1932. Sales were so brisk that Pinocchio was reprinted only a few weeks after becoming commercially available.

Lentz’s pop-up books were very simple technically and used the same paper techniques of Bookano: pages were printed in black and white with intervals of some pop-up images—usually three, although ranging from one to four--as indicated on the books’ covers.

One interesting article in Publisher’s Weekly recounted to its readers that the pop-up books were constructed by women who sat at very large tables and assembled the various parts of the books by hand.

After publishing some of the classics, together with titles such as Goldilocks and Little Red Riding Hood, Lentz decided to publish pop-up versions of some of the most famous American comics of the period between 1933-1935, including Dick Tracy, Buck Rogers, Terry and the Pirates, Tim Tyler in the Jungle, and these all proved to be very popular with the public. However, it was his agreement with the Disney studios, for which he brought out six pop-up books with noted characters, that Lentz’s books became internationally renowned. Mickey Mouse and Minnie Mouse came out in 1933, then some of the Silly Symphonies such as Babes in the Woods, King Neptune, all contributed to the immense success of the Blue Ribbon Press pop-ups around the world. These books were printed in various languages and appeared in Italy between 1933-1935, published by Mondadori.

Since the word “pop-up” had been patented, these books were called by other names in other countries, such as “hop-là” in France, “scenic” in England and “a sorpresa” (surprise) in Italy. Not until the 1960s was the term pop-up used generically to describe this type of book.

The term “pop-up” does not describe a construction technique but a book where some of the images rise up off the page when the book is opened, comprised of paper constructions which then refold when the book is closed. The simplest constructions are obtained by cutting and folding the paper upon which the image is printed. More complex constructions consist of gluing and adding paper elements to the base. In order for an image to pop up, the structure must be connected to two adjacent pages so that a three-dimensional effect, and sometimes, even movement is created when the book is opened.

 

1940 > Carousel

 

Italy: from relief printing to theater books

 

One of the first Italian publications in relief was “La meravigliosa avventura della vecchina Baffina Pimpirimpina” (The Marvelous Adventure of the Old Woman Pimpirimpina), by Dora Felisari, published in 1936 by La Prora publishers of Milan and illustrated using Lentz’s Blue Ribbon Press technique. In the first half of the 1940s a series called “Album Rilievo” (Relief Printing Album) was published by the Roman publishing house Mediterranea, using the multiple layers technique.

These books were small in format, with short stories recounted in verse on classical subjects such as the zoo, the circus, domesticated animals. Some of the titles were reproduced in German by the Schreiber Verlag.

The books deserving the most attention, however, and which are the most beautiful Italian productions, are three theater books published by the Ulrico Hoepli Publishers where a paper engineer improvised complex “carousel” structures. These theater books rise up as soon as they are opened, due to the size of the pages, the number of planes on each single page, but especially due to the mastery with which the images are made. The illustrations of three of the books, La bella addormentata nel bosco (Sleeping Beauty), Cenerentola (Cinderella) and Ali Babà e i 40 ladroni (Ali Baba and the 40 Thieves), were created by the famous scene-maker, Mario Zampini, and the engraver, Raimondo Centurione. The perfect alignment in these books creates a complete fusion of the perspective of the various image planes.

 

The “carousel” is formed of 4 (more often 5 or 6) different scene perspectives which, when opened at the same time, make the book into a type of carousel. The two book covers can rotate on an axis of the binding and are united by two tapes which are tied at both ends. In this way all the pages, which have one single angled width, remain open all the time. The images are folded in the center when the book is closed. The “carousel” format does not have the horizontal planes that we find in other books since they have a circular form, and contain more bases to which the scenes are attached, therefore being called “theater books”.

 

Jolly Jump-Ups

Geraldine Clyne

In 1928 the McLoughlin Bros. publishers of New York came out with Ten Toys, which was the origin of a new series of pop-up books, called Jolly Jump-Ups, published between 1939-1945. For the first time, the cover of a pop-up book was created by a woman, the New Yorker Geraldine Clyne (1899-1979), who was considered the inventor of the new “multiple-layers” technique.

At first glance, the Jolly Jump-Ups images seem like a scenic book, but the simplification of the multiple layers eliminated most of the manual gluing operation involved in the earlier books. In these books, the text accompanies the illustrations on every page, and the pop-up feature is only on six double pages. There are no pages containing only text or only black and white designs as there were in the Bookano and Blue Ribbon Press books.

The choice of stories for illustration was vast, ranging from the classics such as Old King Cole which was part of the famous series of Nursery Rhymes, to The Jolly Jump-Ups ABC Book and The Jolly Jump-Ups Number Book.

The multiple layers technique is similar to that of the scenic book where the effect is achieved by gluing planes successively, and by cutting, folding and putting into relief part of an image on a single sheet. The tabs which attach the planes to each other become part of the design and are planned in advance. The best viewing image of the book is when pages are opened to 90 degrees. This technique was further developed by the Czechoslovak Voitěc Kubašta.

 

Julian Wehr

The Duenwald Printing Corporation printed, on behalf of some other American publishers, interesting books created by the American artist, Julian Wehr (1898-1970). The books’ pages were bound with an original and economic concept which later became used by both American and European publishers.

Wehr created his moveable books using only paper and in his illustrations, like those of Meggendorfer, we find four or five elements which can be moved in various directions and assume different positions but without the use of metal fasteners or rivets. His books were produced using only paper.

He selected classics from children’s literature as well as original stories to publish, and in some of his books there are as many as six pages printed in color with moving parts.

 

1950 > Global

 

In the 1950s there was an increase in publishers producing animated and three-dimensional books similar to those created by Geraldine Clyne. The paper construction techniques were new and accompanied by more and more interesting illustrations.

In Hong Kong, the Salesian Catechetical Centre published some “Catechetical Scenes” books such as La oracion in Spanish, created by unknown illustrators and paper engineers, which were edited by the Reverend M. Coerezza. They used three-dimensional figures to create pop-up books for Catholic children studying the catechism all over the world at that time.

In France religious pop-up books were published as single titles, rather than in series, including La Vie du Christ and Lourdes, which tells the story of Bernadette using beautiful illustrations of the city, inside the cave and the church.

The Libreria Michelangelo of Rome published the book Come with me to Rome, in Italy: a sort of three-dimensional guidebook for Anglo-American tourists who were interested in visiting the Eternal City and its religious monuments.

Although many different pop-up books were published in these years, there were no new developments in terms of paper technology involved in their construction.

 

1960 > Kubašta

 

The Czechoslovakian artist, Voitěc Kubašta (1914-1992), began illustrating books for children in the 1940s, having some success due to his decisive and colorful designs. At the end of World War II, Czechoslovakia became a Soviet satellite and contact between East and West was quite limited. Although there was little commercial exchange between the United States and the Soviet bloc, Kubašta’s books were published in Europe and the United States through an agreement with the Bancroft Publishers of London.

In 1956 La Artia (the Italian publishers of all his books) proposed the first pop-up, Cappuccetto Rosso (Little Red Riding Hood), which was the first of a series of classical stories which eventually became 27 different titles in subsequent years.

It is hard to define what makes Kubašta’s books so different from other pop-ups—perhaps his bright colors where the perspective planes are based on a marvelous harmony of form and proportion, or maybe the combination of cuts and folds which one hardly notices among the designs, or perhaps the various small movements which can be discovered on many pages. These excellent results may have been due to the fact that the author had control over his design and how it would complete the structure, whereas other pop-up books were created by illustrators making one-dimensional images which were then manipulated into three dimensions. Kubašta used this technique for the majority of his books—the classics, the volumes of Tip e Top, the White Series and those about numbers—but also when he utilized the v-fold technique he obtained surprising results just as with his “panascopic model” which he developed in the 1960s. These were large books which had only one three-dimensional picture, often with moveable parts which rose up when the book was opened. Castle Tournament and The Day of the Bison Hunt are some of the most interesting of these.

 

1970 > Wally

 

Packagers, designers, art-directors: “The Wally pop-up ERA“

In 1964 Waldo Hunt, often called Wally (Chicago 1920-2009), entered the small world of creative paper-engineered books. Wally Hunt was fundamental to the history of the pop-up book, and is considered the “grandfather” of the modern pop-up. However, he is practically unknown to readers because his name never directly appeared on a book. He was not an Art Director, he did not create the folds, he did not write the stories, but he was the biggest pop-up producer in the world. Whoever worked with him and for him knows that most of the pop-up products made in the USA from the latter part of the 1960s and for the next 40 years, were published only after he gave his approval.

The story began when Hunt first saw Kubašta’s books which arrived in the USA in the 1960s. He understood the commercial and artistic potential of this technique and founded Graphics International, an agency for designing pop-ups which was later acquired by Hallmark. In 1970 he founded a packaging firm called Intervisual Books. In 1964 the Random House publishing firm brought out Hide and Seek, followed by the classics such as Pinocchio, Alice in Wonderland, Robin Hood, and at the end of the 1960s, Andy Warhol’s Index (book). In this latter, the famous Pop Art artist reproduced some of the themes present in his works as well as a three-dimensional page from Robin Hood.

Thanks to the ingenuity of Waldo Hunt’s group, who were real pioneers in the paper technology field, teaching themselves by observing, experimenting and being inspired by previous productions, contemporary paper engineers have a wealth of paper techniques from which to choose. Coordinated by Peter Seymour, editorial director until 1996, the original group at Intervisual witnessed and assisted in the success of the most important authors of that period: John Strejan and James Roger Diaz who created a beautiful series of pop-ups for National Geographic; David Carter, creator of Bugs; David Pelham, author of The Human Body; Tor Lokving who created, together with Jan Pienkowsky the famous Haunted House. Hunt also collaborated with Ron Van der Meer for his book Sailing Ships. In 1994 Robert Sabuda’s The Christmas Alphabet was published by Orchard Books, and this was the beginning of pop-ups for adults—not just children.

In the following years, other paper technicians such as Chuck Fisher, Bruce Foster, Matthew Reinhart, Kees Moerbeek and David Hawcock brought out books involving even more complex paper engineering and some of these individuals became packagers.

 

2000 > Pop-up Hurrah!

 

In the new Millennium, some of Waldo Hunt’s collaborators left Intervisual and became packagers. New companies such as Compass Productions and White Heat were born. The era of the packager began—an important element in the publishing world which creates and produces books and offers publishers world-wide markets. Designers and paper engineers work with packagers both inside the company and outside. Pop-up books are published in various languages with international co-editions.

Paper engineers become more important, being intermediaries between publishers and packagers and have their names on the covers of books as authors. Robert Sabuda is an important role model for this—an American artist who designed dozens of pop-up books. For years, Little Simon (an imprint of Simon & Schuster) produced his books and became the top publisher for world co-editions. Sabuda’s work presages new developments in paper technology. Pop-up books which were made for children in Hunt’s era, now are often produced as paper-engineered art objects which adults like and begin to collect. Sabuda’s Little Simon books, at the turn of the Millennium, introduced the “First Edition” practice, with an exclusive logo and without co-editions so as to enhance their value for the pop-up collector.

Pop-up books have become more and more complicated, seeking to amaze and delight the reader when they are opened. Paper engineers who, up until now, had experimented with only a few basic techniques, become stimulated to create objects which are complex and also artistic, without limits.

Since the time of Hunt and the new Millennium, there has been a steady increase in the global production of pop-up books. They comprise an ever-larger part of the publishing market, especially as valuable gift books. Although production costs have increased and it is always difficult to find printers who are able to print and package pop-ups at a reasonable cost (production is concentrated in Southeast Asia), there are more and more publishers who are interested in inserting these into their catalogue of books.

There are some Italian publishers of pop-up books, which produce international co-editions but also have taken on the difficult task of producing original titles, with the assistance of Italian paper engineers (the most important of whom are Dario Cestaro and Massimo Missiroli), using specialized Asian firms. These include (in alphabetical order) Crealibri, DeAgostini, Editoriale Scienza, Emme Edizioni, Feltrinelli, Gallucci, Giunti, Marsilio, Mondadori, and Panini.

 

Massimo Missiroli - Forlì

Matteo Faglia - Firenze